Marketing e Pubbliche Relazioni devono agire insieme

Anche se la sinergia tra i reparti di marketing e comunicazione attualmente non è più in dubbio, è interessante capire come quelle che erano una volta discipline distinte e che venivano insegnate separatamente nelle scuole di comunicazione, oggi non sono complementari, ma fanno parte di un processo unico. Per Michael Jais, questa integrazione ha a che fare con il cambiamento nelle relazioni con il pubblico:

“L’avvio del processo di vendita dei prodotti dell’azienda, utilizzando le tradizionali 4″P”del marketing mix (prodotto, luogo – place, prezzo e promozione) non è più l’unico scopo del marketing, che deve anche… sviluppare dei rapporti duraturi con i consumatori. Questo ci fa capire che è necessaria la collaborazione tra il Marketing e le Pubbliche Relazioni, in quanto il ruolo delle relazioni pubbliche è proprio quello di creare relazioni a lungo termine con il pubblico di interesse della società.”

marketing e pubbliche relazioni possono lavorare insieme

Che relazione hanno marketing e Pubbliche Relazioni?

L’apporto del Marketing alle Pubbliche Relazioni

Grazie al Marketing è possibile quantificare e ottenere i dati del ROI delle proprie azioni online e offline, integrando nei loro processi, aspetti di monitoraggio e analisi dei risultati. Secondo Jais, “I reparti Pubbliche Relazioni sono sempre rimasti lontani da azioni di marketing perché non avevano a disposizione degli adeguati strumenti di misura …”. La sfida per tutte le imprese che intendono eseguire lavori di PR 2.0 (utilizzando la rete internet) è di svolgere questa fase analitica e farlo professionalmente.

 

Quello che le Pubbliche Relazioni offrono al Marketing

Se il marketing contribuisce alla tecnica di PR, quest’ultima a sua volta fornisce tattiche di umanizzazione e socializzazione alle strategie per la vendita di prodotti o servizi. La possibilità di stabilire connessioni più motivazionali, ispiratrici, dirette e profonde con il pubblico, così come comunicando con la base del pubblico per trovare i protagonisti che ora hanno bisogno di campagne e di avere delle relazioni di qualità, per far funzionare le cose.

In realtà, si tratta di una comunicazione a 360, dove alcuni componenti, come i social media, i contenuti di marketing e Pubbliche Relazioni 2.0, e le storie in tempo reale rappresentano il puzzle più complesso e affascinante che probabilmente abbia mai vissuto il nostro settore.

 

Cosa sarebbe il marketing senza gli influenzatori?

Se si vuol fare in modo che ogni messaggio abbia un impatto reale, ora occorre guardare attraverso gli occhi del pubblico, capire le loro motivazioni, i modelli di scelta ed entrare nel loro concetto di credibilità, che è il vero motivo per cui gli attuali obiettivi di marketing sono legati all’influenza. Per vendere, ora le marche devono conquistare la fiducia dei consumatori, qualcosa di molto complesso per il marketing tradizionale.

L’ideale sarebbe avere tutti gli strumenti per fare ciò, in un’unica gestione.

Identificare gli influenzatori chiave di un settore, vale a dire coloro che possono “ispirare” i consumatori e avere un impatto sul loro comportamento di acquisto, si tratta di una sfida importante per le imprese e i servizi di Marketing e Pubbliche Relazioni dovrebbero lavorare insieme per raggiungerlo. Michael Jais dice, riferendosi alla essenza del suo lavoro con gli influenzatori di marketing, che non è importante solo sviluppare delle mappe di ricerca efficaci per trovare persone influenti per le campagne, ma anche fare azioni di marketing con messaggi ai canali giusti e, naturalmente, le misure di “outcome”. Avere insomma un “All in One”.

L’industria sta cambiando ed è necessario capire perché e da dove viene questa evoluzione. In questo senso, occorre avere la comprensione di questa maniera rapida, come la creazione della relazione annuale sulle pratiche con influenzatori o eventi come InfluenceOne uno spazio di networking per i professionisti della comunicazione.

 

E il marketing di un agenzia di risorse umane?

La società Adecco, è un grande esempio di come raggiungere questa comunicazione a 360 attraverso un singolo reparto.

Le aziende vogliono raccontare storie e trasmettere un messaggio, indipendentemente da come viene fatto, da quale canale, e da chi; la cosa importante è sapere cosa si vuole raccontare e si vuole trasmettere.

La principale risorsa di Adecco è la gente, così che le loro campagne sono state progettate sulla base di una narrazione interessante che viene raccontata attraverso tutti i suoi canali. Ad esempio, nel suo canale YouTube troviamo, tra gli altri, il video che racconta lo sviluppo del concorso “CEO per un mese”, nel quale giovani provenienti da tutto il mondo hanno gareggiato per vincere questa posizione a livello mondiale nell’azienda.

Una campagna con un senso sia di comunicazione interna, nell’ambito di progetti per incoraggiare i propri dipendenti a conoscere l’azienda e partecipare attivamente in essa, ed esternamente, con l’invio dello stesso messaggio di collaborazione, apertura e dinamismo verso l’esterno al loro target di pubblico: coloro che cercano lavoro e quelli che lo offrono.

Nel suo blog, è ricorrente, per esempio, una sezione dove presenta le avventure di professionisti che hanno trovato occupazione attraverso la società. E Adecco, appare anche quale organizzatore di eventi aziendali, come ad esempio il premio alle donne per le migliori politiche delle risorse umane, o un concerto di beneficenza con il violinista di fama Paco Montalvo, tutte attività di marketing e Pubbliche Relazioni coordinate fra loro, permettendo all’azienda di migliorare la propria reputazione e generare contenuti per tutti i suoi canali social, promuovendo i suoi messaggi in modo creativo e provocando un alto impatto.